Concedere una delega per partecipare all’assemblea condominiale è un bel gesto per consentire all’organismo deliberativo, di assumere le decisioni necessarie alla gestione delle parti comuni ed al contempo partecipare alla vita deliberativa del condominio. Prendere una delega per rappresentare un condòmino all’assemblea, significa assumere un preciso mandato, finalizzato al compimento di un atto giuridico vincolante per il proprio delegante, molto spesso facendosi carico di decisioni salienti nel panorama condominiale.

La partecipazione all’assemblea è un diritto insopprimibile dei condòmini. Se un Pinco si presenta in assemblea senza la delega scritta di Pallino, ma riferendo che tale delega sia stata conferita oralmente, questa non potrà essere accettata. Il delegante deve essere considerato presente in assemblea a tutti gli effetti di legge, come se fosse lì in assemblea personalmente ai fini del computo dei quorum costitutivi e deliberativi.

Pre e post Legge 220/2012

Fino alla entrata in vigore della legge n. 220 del 2012 la norma non poneva limiti al numero di deleghe che un rappresentante potevano assumere.

Non esisteva alcun limite massimo previsto dal Legislatore (potendo rappresentare anche tutto il condominio). I regolamenti condominiali rappresentavano l’unico eventuale limite a tale norma.

Con l’avvento della citata legge le regole sono cambiate; l’art. 67 disp.att. (inderogabile) ha stabilito: Ogni condomino può intervenire all’assemblea anche a mezzo di rappresentante, munito di delega scritta. Se i condomini sono più di venti, il delegato non può rappresentare più di un quinto dei condomini e del valore proporzionale.

Come puro esempio esplicativo, un Condominio di 30 condòmini, il delegato potrà rappresentare massimo 6 condòmini e un quinto dei millesimi e pari a 200, si sottolinea la congiunzione in quanti i due dati debbono essere rispettati entrambi.